Vincenzo Spinelli – La Storia del fondatore di Spinelli Caffè

Riproduzione dell’articolo di Silvia Famularo comparso su “Pionieri del Salento” ed. Grifo

Giovanni Spinelli è un rifinito scalpellino che con le sue mani fatate crea dalla pietra puttini e melagrane, tralci d’uva e foglie d’acanto; Giovanni è fantasia e per questo non può non amare il cinema, quel cinema che gli dona sogni ed emozioni. Siamo negli anni ’20 del Novecento, a Parabita, il paese dove è nato e vive, non c’è una sala cinematografica e Giovanni decide di utilizzare i risparmi di famiglia per costruirla. Nel 1927 si inaugura il “Cinema Moderno”, una piccola bomboniera provvista anche di un’arena esterna. È lui che sceglie le pellicole da proiettare e per questo manda spesso il figlio Vincenzo a Milano a vedere le anteprime dei film la cui trama, al ritorno a casa, lo stesso ragazzo gli racconta con dovizia di particolari.

Vincenzo ama quei viaggi in un nord allora molto diverso dalla realtà del suo paesino del Salento, ha voglia di scoprire tutto di quel mondo che corre verso il futuro. Un giorno si reca alla Fiera Campionaria di Milano, moltissime novità stimolano la sua curiosità ma è un distributore automatico di caffè caldo della ditta Bianchi Faema che attrae particolarmente la sua attenzione. Siamo agli inizi degli anni ’60, Vincenzo è un elettricista impiegato alla Montedison di Brindisi, sa quanto può essere piacevole bere un buon caffè caldo durante il lavoro senza doversi portare appresso un thermos. Decide dunque di informarsi meglio e, chiesto un ulteriore permesso in fabbrica, si iscrive ad un corso per imparare il funzionamento e la manutenzione dei distributori. È un colpo di fulmine; Vincenzo, che è dotato di un ottimo intuito per gli affari e che non ha paura di rischiare, dopo avere avuto il consenso da parte del direttore della Montedison ad impiantare le “macchinette” in fabbrica, firma un certo numero di cambiali, compra sei distributori e li installa. A poco a poco anche altre aziende richiedono le sue “macchinette” magiche che macinano i chicchi, riscaldano l’acqua e erogano dei caffè fragranti (molti avventori pensano ci sia qualcuno nascosto nel distributore), il successo arriva e Vincenzo, che intanto si è sposato con Lucia Gnoni, decide di dimettersi dalla Montedison per dedicare tutto il suo tempo a questa sua nuova attività. La moglie è contraria a questa sua decisione, rinunciare ad un posto fisso sembra una pazzia ma lui è uomo gentile ma fermo e mette in pratica il suo proposito. Nei primi anni ’70 decide di fare un ulteriore passo in avanti; compra una torrefattrice usata, prende in affitto un grande locale e tosta il caffè per i suoi distributori. Intanto l’attività “Spinelli Caffè” cresce, aumentano i dipendenti e nel 1988 Vincenzo Spinelli costruisce il suo primo stabilimento di proprietà.

Fiera Campionaria a Milano

I suoi quattro figli, Giovanni, Cesare, Marcella e Carla, crescono nell’armonia della famiglia che Vincenzo, pur essendo quasi sempre occupato, non trascurerà mai e che sarà sempre al centro dei suoi pensieri.

Nei primi anni ’90 Cesare, universitario a Firenze, “scopre” le prime, innovative cialde di caffè e la storia, a distanza di decenni, si ripete…

Vincenzo ascolta suo figlio ed appoggia il suo progetto; dopo averlo mandato ad “esplorare” il mondo delle cialde e delle macchine elettriche, gli Spinelli decidono di vendere le une e le altre, dapprima facendo confezionare il loro caffè in cialde da una ditta di Bologna, poi diventandone loro stessi produttori.

L’iniziativa è vincente anche se le macchinette si rompono talmente spesso che gli Spinelli stanno pensando di abbandonare il settore quando a Vincenzo e a Giovanni, un biologo prestato alla meccanica, viene l’idea di come costruire una loro macchinetta da caffè espresso senza i difetti comuni alle altre. Brevettano a livello internazionale il sistema idraulico auto pulente da calcare e la chiusura a compressione del gruppo caffè da loro ideati e nel ’98, a Genova, presentano la nuova macchina che ha un successo strepitoso (ad oggi le macchine Spinelli sono vendute in cinquanta paesi del mondo). Nel 2009 viene inaugurato il nuovo stabilimento grande e funzionale sulla strada provinciale che da Parabita porta a Tuglie.

Vincenzo muore nel 2014 dopo una mattinata di lavoro lasciando un grande rimpianto in tutti coloro che lo conoscevano.

Il suo sogno continua.

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni.

(E. Roosevelt)

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